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Gli affreschi

Gli affreschi


Non sono tutti della medesima epoca, i primi risalgono alla fine del 1300. Secondo le abitudini medievali gli affreschi venivano commissionati in segno di ringraziamento o per chiedere una grazia, venendo così a rappresentare la volontà popolare, se si vuole anche infantile ma molto profonda e sincera.
Riproducono quasi esclusivamente immagini di santi, intermediari tra il divino e l'umano. Tra gli artisti più importanti che hanno realizzato i dipinti vi sono gli allievi di Gaudenzio Ferrari e gli artisti della famiglia Gagnoli che lavorarono nel novarese tra il XV e il XVI secolo. Nella navata destra, seconda travata, è raffigurata la Natività e la Teoria dei Santi (attribuito a Gaudenzio Ferrari, I486): san Sebastiano, san Rocco, san Giacomo, santa Caterina d'Alessandria e san Biagio, tutti legati alla tradizione dell'isola.
Le figure hanno una posizione frontale e un viso largo con occhi spalancati. Nella travata successiva: La Madonna in trono con il bambino (XVI secolo) circondata dai santi Sebastiano, Giacomo, Giulio e Rocco, raffigurati in modo classico. Ai piedi della Madonna, un uomo inginocchiato che si distacca dal gruppo, probabilmente il committente. Sopra: il martirio di santo Stefano. Nella prima volta a sinistra (fine 1400) sono raffigurati i dottori della Chiesa, san Geronimo, sant'Augustino, sant'Ambrogio e san Gregorio, riccamente vestiti e seduti su troni.
Al centro: l'Agnello di Dio con un'aureola cruciforme, immagine di Cristo. Nella seconda volta a sinistra sono rappresentati gli Evangelisti con il tetramorfo (quattro simboli); san Giovanni ha in testa la tiara. Sui pilastri, ai lati della processione dei santi: san Damiano e san Cosimo, fratelli gemelli arabi, medici che attraverso i loro pazienti diffondevano la fede cristiana.
All'interno dell'arco, sempre sui pilastri: santa Apollonia e santa Dorotea (attribuiti al Lanino). Inoltre, risalenti quasi tutti alla fine del 1400, san Martino da Torres, san Donnine, sant'Antonio, san Cristoforo, sant'Elia, san Giulio e sant' Audenzio, sant'Apollonio, san Fermo, san Bartolomeo, i quattro profeti Daniele, David, Mosè ed Ezechiele, e san Leonardo sulla parete a sinistra dell'antico ingresso della Basilica di fronte alla navata. Nella navata di sinistra: la Natività, il Martirio di san Lorenzo, la Santa Trinità e Scene della vita di san Giulio.
Nel medesimo dipinto in basso, san Giulio tra san Gaudenzio e sant'Elia. Questa è la più antica rappresentazione dell'isola che esista. Sant'Antonio Abate, 1421, è il dipinto più antico della basilica. Alla sinistra dell'altare maggiore è situata la cappella dei morti, con il quadro dell'Assunta del milanese Del Cairo che raffigura le anime purganti in preghiera. A destra dell'altare maggiore, la cappella della Madonna del Rosario, con dipinti del pittore ortese Monti e del Bonola. Notevoli anche nei due transetti, le due grandi tele di Giuseppe Zanatta (1634-1720) di Miasino e le quattro tele di Ambrogio Pigino (1548-1608).


Tratto da:
Orta con voi - Associazione Turistica Pro Loco (Orta San Giulio)
etalgraf srl