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L'isola di "pietra"

L'isola di "pietra"


Isola di "pietra", lavorata, costruita e plasmata dall'ingegno e dalla manualità dell'uomo, vede le costruzioni accalcarsi in uno scenario che, specie di notte con le luci artiticiali, conserva intatto il suo lascino. Sull'isola sorgeva un castello che l'aveva resa praticamente inespugnabile, ma nel 18 il tutto fu distrutto per costruirvi il seminario, che ha conferito al luogo un carattere - che mantiene ancora - prettamente religioso. Svuotatesi il seminario, si insediarono le suore benedettine di clausura. che si dedicano a "lavori manuali ed all'ospitalità spirituale". Dal 1984 gestiscono la "Scuola di restauro di tessuti ed arazzi", promossa dall'Amministrazione provinciale e collegata all'Opificio delle pietre dure di Firenze.
D'obbligo una visita alla Basilica di San Giulio. L'accesso e consentito tutti i giorni: al mattino dalle 9.30 (al lunedì dalle ore 11) alle 12.15; nel pomeriggio dalle 14.00 alle 17.45 (fino alle 18.45 in periodo di ora legale). La messa festiva inizia alle 11 e durante le celebrazioni le visite sono sospese.
La Basilica appare, all'esterno, come una costruzione romanica, con tre absidi, orientata, mentre all'interno è stata rimaneggiata nel XVIII secolo. Prima della costruzione del seminario esistevano sul colle resti di quella che alcuni studiosi pensavano fosse la primitiva chiesa, ma che altri ritenevano facessero parte del primitivo battistero.
La Basilica ha una facciata tripartita la cui parte centrale termina a cuspide ribassata delimitata da una cornice di archetti pensili di cotto. Nella parte più alta si apre una piccola finestra a croce, motivo ricorrente del romanico. Le due parti laterali sono delimitate da contrafforti e da due piccoli campanili ai quali si accede da ingressi posti a sinistra, nella cappella dove è posto il battistero.
Il fianco destro appare coperto interamente dal palazzo che gli si addossa; qui si trova l'ingresso abituale della Basilica, preceduto da una scalinata coperta a vela. La Basilica è a tre navate, mentre la copertura è costituita da volte a crociera a sistema alternato. I matronei sono composti da quattro campate coperte da volte a crociera rette da pilastri quadrangolari e da semipilastri.
Il presbiterio è stato completamente modificato dall'inserimento degli stalli del coro e dalle coperture di stucchi. La parte interna più interessante è il pulpito (ambone): scolpito nella pietra grigio verdastra di Oira (la quale al contatto con l'aria cambia colore e assume una tinta simile al bronzo) è di pianta quadrata con lunette sporgenti, poggiato su una base sagomata e retto da quattro colonne ed è posto a sinistra al termine della navata centrale.
Questo pulpito è composto di sei pezzi, scavati internamente e scolpiti esternamente, che - partendo dalla destra della scala di accesso - rappresentano un grifone che afferra un coccodrillo; un'aquila, che regge il leggìo, simbolo di San Giovanni; una figura maschile e un leone alato; un angelo, simbolo di San Matteo; un motivo decorativo a foglie e un bue, simbolo dell'evangelista Luca, che regge il vangelo; infine un centauro e un gruppo di animali.
All'interno della Basilica le volte sono state affrescate nel Settecento da Giovanni Battista Cantalupi. Da visitare la Cripta con l'urna d'argento che conserva le spoglie di San Giulio; ed il locale adibito a museo con i reperti della chiesa originaria.
Interessante è anche la Sacrestia, con il grosso anello vertebrale fossile che pende dal soffitto; il manto nuziale della regina Maria Cristina di Savoia, trasformato in pianeta; le formelle di legno policrome del XV secolo rappresentanti "Fatti della vita di San Giulio"; il drago delle Rogazioni.


Tratto da:
Sestante - Rivista di turismo e cultura delle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola
Dicembre 1997
Promoturismo srl