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Patrimonio

La conservazione del patrimonio artistico
Una delle principali finalità della Riserva è quella di tutelare e conservare il patrimonio storico, religioso e forestale del Sacro Monte, compito che essa si è attivamente impegnata a svolgere dalla sua istituzione sino ad ora compatibilmente con le risorse disponibili.
Il restauro e la conservazione del complesso hanno infatti costi elevatissimi perché richiedono l'utilizzo di maestranze molto specializzate, di tecniche e materiali costosi e non sempre di facile reperibilità, di accurati studi e indagini per conoscere le cause del deperimento dei manufatti artistici ed individuare le metodologie più adatte alla loro salvaguardia.
La prima e principale ragione di degrado degli affreschi e delle sculture del Sacro Monte è l'umidità. L'acqua piovana si infiltra attraverso le coperture in beola delle cappelle se esse non sono costantemente tenute sotto controllo, o se non convogliata, si disperde nel terreno intorno al perimetro dell'edificio e viene riassorbita per capillarità dai muri, deteriorando gli affreschi interni e la base delle sculture.
Anche l'umidità ambientale, poi, provoca analoghi danni a dipinti e statue. Sono queste le ragioni per cui la Riserva, nell'affrontare i gravosi problemi di conservazione del Sacro Monte, ha provveduto in questi anni in primo luogo a ricontrollare le coperture in beola delle cappelle, e, ove necessario, ad effettuare idonei interventi di manutenzione straordinaria delle stesse.
Più recentemente ha iniziato a realizzare dei "drenaggi" perimetrali per isolare le cappelle dal terreno circostante ed evitare la risalita di acqua nelle murature. Si sono quindi avviate, con la Soprintendenza ai beni Artistici e Storici del Piemonte che le ha dirette e finanziate, delle indagini sul microclima interno e le condizioni ambientali delle cappelle per affrontare correttamente i problemi della loro conservazione e mettere a punto un'efficace metodologia di restauro.
Si è poi provveduto, più limitatamente, al restauro degli affreschi e delle sculture di alcune cappelle, quelle in cui era già stata ricontrollata la tenuta dei tetti, opera che si intende proseguire compatibilmente con i fondi disponibili ora che la revisione completa delle coperture è pressoché conclusa.


La manutenzione ordinaria
Da alcuni anni a questa parte la Riserva è impegnata, oltre che nel restauro, nella manutenzione ordinaria del complesso, riprendendo così la consuetudine secolare, interrotta solo in quest'ultimo secolo, di ricontrollare ogni anno il tetto delle cappelle e di ripulirne le statue.
Nei secoli passati, quando la cura del Monte era affidata alla fabbriceria ed il complesso religioso era soggetto al controllo vescovile, era spesso lo stesso vescovo, infatti, che ne seguiva la costruzione, a richiedere la più scrupolosa attenzione per conservare nel migliore dei modi quello che si era realizzato.
Ora è la Riserva a provvedervi con criteri molto simili e finalità identiche a quelle che guidavano allora il vescovo. I lavori di manutenzione sia ordinaria che straordinaria vengono eseguiti da artigiani specializzati che conoscono tecniche e tradizioni locali; un restauratore viene incaricato della pulizia delle sculture, da farsi con la dovuta cautela, fissando anche le piccole scaglie di colore sollevate per l'azione del tempo e dell'umidità.
Un beolista cura invece la revisione dei tetti in beola. Negli interventi più semplici come in quelli più complessi il criterio seguito è quello di conservare il più possibile e, se occorre sostituire delle piode e del legname dell'orditura o Integrare una lacuna di intonaco, si cerca di farlo utilizzando le stesse tecniche e materiali di un tempo, nello spirito non solo di salvare le cappelle ed il complesso . del Sacro Monte nella loro dimensione di bene storico e artistico, ma anche di conservare Sa testimonianza della storia della tecnica, del lavoro e dell'economia locale. Gli stessi criteri vengono poi seguiti dal personale della Riserva anche nei piccoli Savori di manutenzione da esso effettuati.


Tecniche e materiali costruttivi
Costante è l'utilizzazione al Sacro Monte di tecniche e materiali desunti dalla tradizione e resi disponibili nei secoli dall'economia locale, così sono tipiche le coperture delle cappelle in lastre di pietra "beola" cavata nelle cave di Oira (sul lago). Anche la pietra utilizzata per i particolari decorativi e architettonici (architrave, colonne, pilastri, soglie) era in prevalenza di provenienza locale: frequente è il ricorso, segnalato dai documenti seicenteschi, all'uso di serizzo di Borgomanero e di marmo di Oira.
Per l'orditura in legno dei tetti delle cappelle si utilizzava il legname di castagno e di rovere, alberi diffusi sulle pendici del Sacro Monte e presenti anche al suo interno.
Analogamente per le pietre delle murature si ricorreva a pietraie locali una delle quali era a Buccione.
Anche le malte per murature, pavimenti e intonaci venivano realizzate con sabbie provenienti dal vicino torrente Pescone. Così l'argilla per le statue in terracotta verosimilmente era ricavata dalle cave di caolinite del Monte Mesma, pochi chilometri sopra Orta, almeno per le prime cappelle. Nel primo Seicento, infatti, le statue venivano plasmate e cotte in loco, al Sacro Monte, dove nel 1606 viene costruita una fornace, tuttora esistente, in un corpo dell'edificio contiguo alla cappella canobiana, proprio per consentire agli scultori di tenervi stabilmente un cantiere.
Sappiamo, viceversa, che a fine Seicento le cose sono in parte cambiate. Nel 1683 le statue di Giuseppe Rusnati per la cappella XIX vengono infatti modellate e cotte altrove, quindi vengono trasportate ad Orta e poi al Monte.
Quando,cioè, a fine secolo, si chiamano artisti molto impegnati e probabilmente il ritmo di attività del cantiere è più ridotto, le opere vengono commissionate e realizzate altrove, poi inviate al Monte.
Così avviene anche per le sculture del Beretta della cappella XIV. Rimane, invece sempre "aperto" il cantiere che al Monte si occupava, una volta costruite le cappelle e completate di affreschi e sculture, della loro manutenzione e conservazione nel tempo.

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Video Sacro Monte di Orta