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I dipinti di Legro

Legro, una piccola ma vivace frazione arrampicata sulle colline cusiane che portano al Mottarone, ha ben poco da invidiare ad Orta, che, lì a due passi, è meta di turisti provenienti da tutto il mondo è resa famosa da scrittori, registi e poeti.
Dall'abitato di Legro non s'intravede la "perla del cusio": la si può solo immaginare oltre il francescano Sacro Monte. Eppure, qualche chilometro di distanza ha fatto sì che un invisibile solco si levasse tra le due realtà di matrice comune.
Orta, bella e radiosa meta di instancabili romantici; la piccola Legro relegata a un ruolo di secondo piano. In questi ultimi tempi la neonata Pro Loco, ha voluto, con grinta, riscoprire le tradizioni del borgo. Subito all'opera con il restauro del complesso di Santa Caterina, chiesa e casa parrocchiale, e poi una iniziativa assolutamente insolita: i muri dipinti.
Difatti lo scorso anno, nel mese di luglio, artisti provenienti da tutta Italia e dall'Europa si sono cimentati nel raccontare, attraverso una serie di affreschi sui muri delle case, i film girati nel passato sul Lago d'Orta.
Sembra un punto di partenza che il sodalizio locale ha fortemente voluto, quasi una base di lancio per rivalutare questa piccola realtà e portarla all'attenzione, se non alla pari della "perla del Lago", almeno a livello nazionale.
Provenendo da Novara e raggiunto il famoso incrocio per Orta sulla Statale 229, si svolta a destra, seguendo le indicazioni.
Sotto alla "cartellonistica stradale", si notano le vivaci insegne che indicano i "muri dipinti". Basta seguire il tutto e parcheggiare nei pressi della stazione.
Legro è tutta lì.
Quattrocento abitanti con tanta voglia di fare, e una Pro Loco attivissima, nata da qualche anno, ma con grandi ambizioni e "geniali" iniziative. Lo scopo di questa associazione è far rivivere la frazione, invogliare i giovani a ritornare su queste colline cusiane, magari aprendo un piccolo laboratorio, un ristorante, un negozietto.
Insomma un cuore pulsante a poche centinaia di metri da una meta turistica invidiata da mezzo mondo.
Legro vuole "giocare la sua parte". Da qui l'idea dei muri dipinti. Il modello arriva da Arcumeggia, il primo paese "dipinto d'Italia" in provincia di Varese, che aveva imboccato la strada della frazione cusiana, con un lento declino.
I "colori" degli affreschi hanno ravvivato anche la vita, tanto che l'iniziativa è stata esportata in molte parti della penisola, ad esempio ad Amalfi e in Cadore.
Legro, quella frazione che sembrava destinata a subire la "decadenza" dei tempi, ora ogni domenica è meta di una vera e propria processione di turisti, curiosi,appassionati, che sciamano per le piccole vie.



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