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Martedì 9 Febbraio 2010
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CITTÀ DI ORTA SAN GIULIO (NO)

Rss
Lago d'Orta



Isola di San Giulio

immagine ingrandita Isola di San Giulio vista aerea (apre in nuova finestra) L'isola sorge a circa 400 metri dalla riva, ha una lunghezza di 275 metri e una larghezza di 140; il perimetro è di 650 metri. Gran parte della superficie è occupata dall'edificio del Seminario costruito a partire dal 1844 su ciò che restava dell'antico torrione del castello. Dietro alla torre, su una spianata tagliata nella roccia venivano eseguite le sentenze capitali.
Il "muro della regina" recingeva lo scoglio racchiudendo il castello. Il palazzo dei vescovi è situato vicino alla Basilica; la tradizione vuole sia sorto sulle rovine del palazzo abitato dai duchi longobardi.

immagine ingrandita Isola di San Giulio vista dal Palazzotto (apre in nuova finestra) Isola di "pietra", lavorata, costruita e plasmata dall'ingegno e dalla manualità dell'uomo, vede le costruzioni accalcarsi in uno scenario che, specie di notte con le luci artiticiali, conserva intatto il suo lascino. Sull'isola sorgeva un castello che l'aveva resa praticamente inespugnabile, ma nel 18 il tutto fu distrutto per costruirvi il seminario, che ha conferito al luogo un carattere - che mantiene ancora - prettamente religioso. Svuotatesi il seminario, si insediarono le suore benedettine di clausura. che si dedicano a "lavori manuali ed all'ospitalità spirituale". Dal 1984 gestiscono la "Scuola di restauro di tessuti ed arazzi", promossa dall'Amministrazione provinciale e collegata all'Opificio delle pietre dure di Firenze.
D'obbligo una visita alla Basilica di San Giulio. L'accesso e consentito tutti i giorni: al mattino dalle 9.30 (al lunedì dalle ore 11) alle 12.15; nel pomeriggio dalle 14.00 alle 17.45 (fino alle 18.45 in periodo di ora legale). La messa festiva inizia alle 11 e durante le celebrazioni le visite sono sospese.
La Basilica appare, all'esterno, come una costruzione romanica, con tre absidi, orientata, mentre all'interno è stata rimaneggiata nel XVIII secolo. Prima della costruzione del seminario esistevano sul colle resti di quella che alcuni studiosi pensavano fosse la primitiva chiesa, ma che altri ritenevano facessero parte del primitivo battistero.
immagine ingrandita Isola di San Giulio vista da Piazza Motta (apre in nuova finestra) La Basilica ha una facciata tripartita la cui parte centrale termina a cuspide ribassata delimitata da una cornice di archetti pensili di cotto. Nella parte più alta si apre una piccola finestra a croce, motivo ricorrente del romanico. Le due parti laterali sono delimitate da contrafforti e da due piccoli campanili ai quali si accede da ingressi posti a sinistra, nella cappella dove è posto il battistero.
Il fianco destro appare coperto interamente dal palazzo che gli si addossa; qui si trova l'ingresso abituale della Basilica, preceduto da una scalinata coperta a vela. La Basilica è a tre navate, mentre la copertura è costituita da volte a crociera a sistema alternato. I matronei sono composti da quattro campate coperte da volte a crociera rette da pilastri quadrangolari e da semipilastri.
Il presbiterio è stato completamente modificato dall'inserimento degli stalli del coro e dalle coperture di stucchi. La parte interna più interessante è il pulpito (ambone): scolpito nella pietra grigio verdastra di Oira (la quale al contatto con l'aria cambia colore e assume una tinta simile al bronzo) è di pianta quadrata con lunette sporgenti, poggiato su una base sagomata e retto da quattro colonne ed è posto a sinistra al termine della navata centrale.
immagine ingrandita Isola di San Giulio vista da Piazza Motta (apre in nuova finestra) Questo pulpito è composto di sei pezzi, scavati internamente e scolpiti esternamente, che - partendo dalla destra della scala di accesso - rappresentano un grifone che afferra un coccodrillo; un'aquila, che regge il leggìo, simbolo di San Giovanni; una figura maschile e un leone alato; un angelo, simbolo di San Matteo; un motivo decorativo a foglie e un bue, simbolo dell'evangelista Luca, che regge il vangelo; infine un centauro e un gruppo di animali.
All'interno della Basilica le volte sono state affrescate nel Settecento da Giovanni Battista Cantalupi. Da visitare la Cripta con l'urna d'argento che conserva le spoglie di San Giulio; ed il locale adibito a museo con i reperti della chiesa originaria.
Interessante è anche la Sacrestia, con il grosso anello vertebrale fossile che pende dal soffitto; il manto nuziale della regina Maria Cristina di Savoia, trasformato in pianeta; le formelle di legno policrome del XV secolo rappresentanti "Fatti della vita di San Giulio"; il drago delle Rogazioni.

Isola di San Giulio vista da Piazza Motta

immagine ingrandita San Gaudenzio (apre in nuova finestra) Entrati dal lato destro dell'edificio possiamo percorrere la navata alla nostra sinistra (la navata destra della Basilica).
Per primo si incontra l'affresco di San Damiano nella semicolonna sinistra; la Teoria dei santi (1486) nella lunetta di sinistra e sotto a questa La Natività. Proseguendo, nella colonna a destra l'affresco di Sant'Elia; nella semicolonna sinistra quello di San Cosma.
Successivamente, l'affresco Martirio di San Lorenzo nel pilastro a destra; mentre sul pilastro a sinistra si trovano affreschi di scuola gaudenziana. Proseguendo, sulla parete a sinistra gli affreschi della Madonna in trono con Bambino e Santi, nella lunetta il Martirio di Santo Stefano. Poi sul pilastro a sinistra affresco di San Fermo e Santa Apollonia.
Nella navata opposta sono interessanti l'affresco del XV secolo I miracoli di San Giulio e i Santi Elia, Giulio, Gaudenzio; oltre a quello datato 1421 di Sant'Antonio abate.
immagine ingrandita Isola di San Giulio vista da Piazza Motta (apre in nuova finestra) Sono interessanti anche i dipinti del transetto. Nel braccio sinistro: La Sacra Famiglia di Giovanni Mauro Rosselli (1570-1640) detto "II Fiammenghino Maggiore"; L'Assunta di Francesco Cairo (1607-1665) nella cappella dei Morti; Riposo d'Egitto di Giorgio Bonola; Visita del senatore Audenzio di Giuseppe Zanatta (1643-1720). Nel braccio destro : San Domenico e devoti di Giacomo Filippo Monti nella cappella del Rosario; II miracolo del lupo aggiogato di Giorgio Bonola; Sant'Audenzio di Ambrogio Figini (1548-1608).

Tra storia e leggenda

Narra la leggenda che nella seconda metà del IV secolo d.C. San Giulio, fuggito dalla Grecia per scampare alle persecuzioni, iniziò ad erigere chiese cristiane per combattere il paganesimo. Volendo a tutti i costi costruire la sua centesima chiesa, si spinse fìn sulle rive del lago e qui, affascinato dal luogo, rimase a contemplare l'isola, la quale - si dice - fosse allora infestata da draghi e serpenti.
Il santo, non trovando una barca, stese il proprio mantello sull'acqua e camminandovi sopra raggiunse l'isola. Scacciati draghi e serpenti con la sola forza della parola, cominciò a costruire la sua centesima chiesa, nella quale fu poi sepolto. La storia - in verità - è molto più cruda e drammatica. Orta e l'isola di San Giulio conobbero periodi di lotte violente e furono teatro di feroci assedi e di battaglie sanguinose.
Si crede che Onorato, vescovo di Novara dal 490 al 500, abbia iniziato le opere di difesa che, continuate nei secoli successivi, ne fecero l'inespugnabile municipium di cui paria Arnolfo nell'XI secolo. Divenne ducato longobardo e fu teatro di atti violenti e sanguinosi quando nel 590 il re longobardo Agilulfo vi fece uccidere il duca Minulfo con l'accusa di tradimento. Nel 957 Berengario II, in lotta con i vescovi-conti di Novara si rinchiuse nell'isola che fu assediata per 2 mesi dalle truppe di Ottone I.
Ancora assediata nel 962, venne poi restituita al vescovo di Novara. Tra alterne e drammatiche vicende Orta e l'isola rimasero sotto la dominazione dei vescovi di Novara fino al 18 luglio 1817, quando la Chiesa novarese vi rinunciò per sempre a favore di Vittorio Emanuele I, riservando al vescovo il castello e i palazzi dell'isola.


Tratto da:
Sestante - Rivista di turismo e cultura delle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola
Dicembre 1997
Promoturismo srl
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